Il PNRR Next Generation EU (Recovery Plan) Italia per le imprese

PNRR NEXT-GENERATION-EU ITALIA: CIRCA 40 MILIARDI PER LE IMPRESE

La stima nella ripartizione delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dell’Italia approvato da Bruxelles prevede solo il 18.7% della dotazione complessiva del Piano, circa 40 miliardi, a favore di incentivi e crediti di imposta alle imprese.

È la seconda voce di spesa in assoluto dopo il 32,6% di investimenti in lavori di costruzione e opere di edilizia civile. 

Inoltre, il 2,4% del totale del Piano è destinato alla riduzione di contributi datoriali a favore delle imprese.

La Ragioneria generale dello Stato ha ricostruito tutte le linee di progetto in cui le aziende private sono il destinatario principale (non esclusivo) dei fondi del PNRR: il Pnrr punta a coinvolgere le imprese con finanziamenti a loro destinati, garantendo l’accesso diretto a 27 linee di progetto che hanno a disposizione una dote finanziaria di circa 40,8 miliardi (sui 191,5 totali).

La Missione 1 digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo totalizza 24,81 miliardi di fondi in cui le imprese sono «destinatari di specifici progetti», considerando anche la componente della digitalizzazione del settore turistico. È il 61,5% delle risorse della missione. Solo la missione 4, istruzione e ricerca, ha una percentuale che si avvicina, con il 33,1% delle risorse: saranno assegnati tramite bandi pubblicati fra fine 2021 e 2022.

Quanto alla missione 2 su rivoluzione verde e transizione ecologica (8,66%) sono stati già pubblicati due bandi relativi ai «progetti faro» per l’economia circolare (600 milioni) destinati ai settori Raee, plastiche, tessile e carta/cartone e agli impianti di gestione dei rifiuti (1,5 miliardi), destinati anche ai concessionari affidatari del servizio integrato.

Una situazione particolare è quella della missione 3 sulle infrastrutture sostenibili, dove la gran parte delle risorse sono destinate alla realizzazione di opere ferroviarie, sotto la responsabilità di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) che è una società, ma nel conteggio non rientra come società privata perché svolge un compito da stazione appaltante tipicamente pubblicistico.

Solo la missione 4, istruzione e ricerca, ha una percentuale che si avvicina, con il 33,1% delle risorse: saranno assegnati tramite bandi pubblicati fra fine 2021 e 2022.

Questi i principali interventi specifici in favore delle imprese previsti dal PNRR Italia:

  • PIANO TRANSIZIONE 4.0 (13,38 miliardi di euro)
  • INVESTIMENTI AD ALTO CONTENUTO TECNOLOGICO (0,34 miliardi di euro)
  • POLITICHE INDUSTRIALI DI FILIERA E INTERNAZIONALIZZAZIONE (1,95 miliardi di euro)
  • DIGITALE E PIATTAFORME PER IL PATRIMONIO CULTURALE (0,50 miliardi di euro)
  • TURISMO 4 0 COMPETITIVITÀ FONDATA SULL’OFFERTA (2,40 miliardi di euro)
  • FONDI INTEGRATI CREDITO FISCALE PER IL TURISMO (1,79 miliardi di euro)
  • FONDO NAZIONALE PER LE START UP (0,30 miliardi di euro)
  • CREAZIONE DI IMPRESE FEMMINILI (0,40 miliardi di euro)
  • RAFFORZAMENTO DELLE ZONE ECONOMICHE SPECIALI ZES (0,63 miliardi di euro)
  • ALTRI INTERVENTI PER LA COESIONE TERRITORIALE (1,35 miliardi di euro)

PIANO TRANSIZIONE 4.0 (13,38 miliardi di euro)

Le misure di incentivazione fiscale incluse nel Piano Transizione 4 0 sono un tassello fondamentale della strategia complessiva per aumentare produttività, competitività e sostenibilità delle imprese italiane

  • Dal lato dell’offerta il piano prevede il potenziamento della ricerca di base e applicata e la promozione del trasferimento tecnologico
  • Dal lato della domanda gli incentivi fiscali sono disegnati allo scopo di promuovere la trasformazione digitale dei processi produttivi e l’investimento in beni immateriali nella fase di ripresa post pandemica

Sono compresi anche investimenti a sostegno della trasformazione tecnologica e digitale della filiera editoriale

Piano Transizione 4.0: condizioni più favorevoli

Il Piano Transizione 4 0 è un’evoluzione del Programma Industria 4 0 del 2017 con tre principali differenze

  • l’ampliamento già dal 2020 di imprese potenzialmente beneficiarie grazie alla sostituzione dell’iper-ammortamento, agevolazione destinata alle sole imprese con base imponibile positiva, con appositi crediti fiscali di entità variabile a seconda dell’ammontare dell’investimento
  • il riconoscimento del credito non più su un orizzonte annuale, ma osservando gli investimenti di tutto il biennio 2021 2022
  • l’estensione degli investimenti immateriali agevolabili con l’aumento delle percentuali di credito e dell’ammontare massimo di investimenti incentivati

Piano Transizione 4.0: crediti a imprese innovative

Queste innovazioni sono finalizzate a compensare l’incertezza del quadro macroeconomico post pandemia sostenendo le imprese che investono per innovare e/o digitalizzare i propri processi produttivi
La misura prevede 3 tipologie di crediti di imposta alle imprese che investono in

  • beni capitali, tra cui beni materiali e immateriali direttamente connessi alla trasformazione digitale dei processi produttivi cosiddetti beni 4 0
  • ricerca, sviluppo e innovazione
  • attività di formazione alla digitalizzazione

Piano Transizione 4.0: misure per digitalizzazione

Incentivi per l’«upskilling» la crescita di competenze digitali
Oltre ai crediti di imposta saranno predisposte ulteriori misure di

  • riqualificazione manageriale per le PMI con programmi di formazione ad hoc
  • coinvolgimento delle associazioni di categoria e l’utilizzo di modelli di diffusione incentrati su piattaforme digitali
  • formazione continua per i lavoratori in cassa integrazione attraverso programmi di training ad hoc da svolgere in maniera flessibile nei periodi di cassa integrazione, sostenuti e incentivati con il taglio temporaneo del cuneo fiscale per l’impresa e per il lavoratore

INVESTIMENTI AD ALTO CONTENUTO TECNOLOGICO (0,34 miliardi di euro)

La tipologia di contributi riguarda quelli per sostenere gli investimenti tecnologici in macchinari, impianti e attrezzature per produzioni di avanguardia. La linea è complementare alle misure del Piano Transizione 4 0. L’importo dei contributi è pari al 40% dell’ammontare complessivo delle spese ammesse

POLITICHE INDUSTRIALI DI FILIERA E INTERNAZIONALIZZAZIONE (1,95 miliardi di euro)

L’obiettivo è sostenere l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese agendo sui servizi offerti dal Fondo 394/81 che eroga contributi e prestiti agevolati a imprese italiane operanti sui mercati esteri, inclusi i Paesi membri dell’Unione Europea, attraverso un ampliamento delle risorse finanziarie disponibili per il Fondo. La SIMEST dispone già delle procedure necessarie affinché l’intervento sia pienamente operativo una volta ricevute le risorse del PNRR

Competitività e resilienza delle filiere produttive

Le risorse finanziarie verranno utilizzate per investimenti a sostegno delle PMI italiane per favorire lo sviluppo della competitività in termini di innovazione e sostenibilità con inevitabili ricadute positive sui mercati internazionali

DIGITALE E PIATTAFORME PER IL PATRIMONIO CULTURALE (0,50 miliardi di euro)

Per realizzare la digitalizzazione del patrimonio custodito in musei, archivi, biblioteche e luoghi della cultura e consentire nuove forme di fruizione della cultura e un più semplice ed efficace rapporto con la Pubblica amministrazione

Per un’economia basata sulla conoscenza sarà realizzata

  • un’infrastruttura digitale nazionale che raccoglierà, integrerà e conserverà le risorse digitali, rendendole disponibili per la fruizione pubblica attraverso piattaforme dedicate
  • la creazione di nuovi contenuti culturali e lo sviluppo di servizi digitali ad alto valore aggiunto da parte di imprese culturali e/o creative e start up innovative con l’obiettivo finale di stimolare un’economia basata sulla circolazione della conoscenza

TURISMO 4 0 COMPETITIVITÀ FONDATA SULL’OFFERTA (2,40 miliardi di euro)

Investimenti per il miglioramento delle strutture turistico ricettive, dei servizi turistici e delle imprese

  • riqualificazione degli standard di offerta per aumentare la capacità competitiva delle imprese e promuovere un’offerta turistica basata su sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione
  • Interventi di riqualificazione delle imprese del comparto turistico
  • potenziamento del livello di digitalizzazione promozione di modelli innovativi di organizzazione
    del lavoro attraverso lo sviluppo di network per accrescere le competenze degli operatori e l’accesso a formazione qualificata

FONDI INTEGRATI CREDITO FISCALE PER IL TURISMO (1,79 miliardi di euro)

L’investimento si sviluppa in quattro linee di fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche:

  1. Credito fiscale 530 milioni) per aumentare la qualità dell’ospitalità turistica con investimenti finalizzati alla sostenibilità ambientale, alla riqualificazione e all’aumento degli standard qualitativi delle strutture ricettive italiane. Sarà prevista una percentuale di contributo a fondo perduto per incentivare gli investimenti post Covid
  2. Fondi della Banca Europea degli Investimenti (Turismo Sostenibile per 748 milioni). Il
    Fondo ha un effetto leva di 1 a 3 e sarà capace di generare più di 2 miliardi di investimenti (Il Fondo può raccogliere capitale attraverso la partecipazione a iniziative delle Istituzioni finanziarie europee per concedere crediti agevolati al settore turistico) nelle seguenti aree
    – turismo di montagna sia per infrastrutture sia per servizi ricettivi;
    – settore business e dell’offerta turistica “top quality”;
    – turismo sostenibile e upgrade dei beni mobili e immobili connessi all’attività turistica. 
  3. Potenziamento del Fondo Nazionale del Turismo 150 milioni) destinato alla riqualificazione di immobili ad alto potenziale turistico in particolaredegli alberghi più iconici per valorizzare l’identità dell’ ospitalità italiana di eccellenza e favorire l’ingresso di nuovi capitali privati e di altri fondi pubblici
  4. Rafforzamento Sezione Speciale Turismo del Fondo Centrale di Garanzia (con 358 milioni) per facilitare l’accesso al credito per gli imprenditori che gestiscono un’impresa esistente o per i giovani che intendono avviare una propria attività

FONDO NAZIONALE PER LE START UP (0,30 miliardi di euro)

La misura è finalizzata a integrare le risorse del Fondo Nazionale per l’Innovazione lo strumento gestito da Cassa Depositi e Prestiti per sostenere lo sviluppo del Venture Capital (capitale a rischio). Attraverso questa iniziativa implementata dal MISE sarà possibile ampliare la platea di imprese innovative beneficiarie del Fondo finanziando investimenti privati in grado di generare impatti positivi e valore aggiunto sia nel campo della ricerca che sull’economia nazionale. L’investimento consentirà di sostenere 250 piccole e medie imprese innovative con investimenti per 700 milioni di euro con una partecipazione media pari a 1 2 milioni di euro

CREAZIONE DI IMPRESE FEMMINILI (0,40 miliardi di euro)

La misura è finalizzata a innalzare i livelli di partecipazione delle donne nel mercato del lavoro attraverso una strategia integrata di investimenti di carattere finanziario e di servizi di supporto, con i seguenti obiettivi:

  1. promuovere l’imprenditoria femminile ordinando e ridisegnando gli attuali strumenti di sostegno con una visione più aderente ai fabbisogni delle donne
  2. sostenere la realizzazione di progetti aziendali innovativi per imprese già costituite e operanti a conduzione femminile o prevalente partecipazione femminile (digitalizzazione delle linee di produzione, passaggio all’energia verde ecc
  3. Sostenere l’avvio di attività imprenditoriali femminili attraverso la definizione di un’offerta che sia in grado di venire incontro alle necessità delle donne in modo più puntuale (supporto tecnico gestionale, misure per la
    conciliazione vita lavoro, ecc)
  4. Creare un clima culturale favorevole ed emulativo attraverso azioni di comunicazione mirate, che valorizzino l’imprenditorialità femminile anche presso scuole e università
  5. Creare un Sistema di certificazione della parità di genere che accompagni e incentivi le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il gap di genere in tutte le aree maggiormente «critiche»

Dal punto di vista operativo sarà creato e messo a regime il “Fondo Impresa Donna” a sostegno dell’imprenditoria femminile, che rafforzerà finanziariamente una serie di misure già esistenti, per esempio:

  • NITO, Nuove Imprese a Tasso Zero, creazione di piccole e medie imprese e autoimprenditoria
  • Smart&Start che supporta start up e PMI innovative, i cui schemi saranno modificati e calibrati per dedicare risorse nello specifico all’imprenditoria femminile

Attivazione del nuovo Fondo per l‘Imprenditoria femminile previsto nella Legge di Bilancio 2021 le cui modalità attuative sono in corso di definizione. Al Fondo saranno affiancate misure di accompagnamento mentoring, supporto
tecnico gestionale, misure per la conciliazione vita lavoro, campagne di comunicazione multimediali, eventi ed azioni di monitoraggio e di valutazione

RAFFORZAMENTO DELLE ZONE ECONOMICHE SPECIALI ZES (0,63 miliardi di euro)

Le Zone Economiche Speciali (ZES sono aree localizzate nel Mezzogiorno che beneficiano di una legislazione economica di vantaggio.  Ad oggi sono state istituite le seguenti ZES: Regione Campania, Regione Calabria, Ionica Interregionale nelle Regioni Puglia e Basilicata, Adriatica Interregionale nelle Regioni Puglia e Molise, Sicilia Occidentale, Sicilia Orientale, Regione Abruzzo. E’ in fase finale l’istituzione della ZES Regione Sardegna, Con la programmazione 2021-27 anche Umbria e Marche (retrocesse come regioni in transizione) potranno altre ZES.

Riforma delle Zone Economiche Speciali 

La riforma punta a semplificare il sistema di governance delle ZES e a favorire meccanismi in grado di garantire la messa in opera degli interventi in tempi rapidi e a favorire l’insediamento di nuove imprese.

La riforma riguarderà l’attività e i poteri del Commissario che avrà la titolarità del procedimento di autorizzazione unica e sarà l’interlocutore principale per gli attori economici interessati a investire sul territorio di riferimento
Per semplificare le procedure amministrative di insediamento delle imprese nelle aree ZES, si faciliterà la realizzazione del Digital One Stop Shop ZES rafforzando così il potenziale di crescita dei territori accrescendone l’attrattività nei confronti delle imprese (anche straniere), con conseguente possibile impatto occupazionale

ALTRI INTERVENTI PER LA COESIONE TERRITORIALE (1,35 miliardi di euro)

  • Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), 0,83 miliardi di euro
  • Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, 0,30 miliardi di euro
  • Interventi socio-educativi strutturali per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore, 0,22 miliardi di euro

 

REACT EU (REcovery Assistance for Cohesion and Territories of EUrope)

A tali risorse si affiancano poi quelle del programma REACT-EU, che fa parte anch’esso del pacchetto di NEXT GENERATION EU.

La dotazione approvata all’Italia a valere su REACT-EU ammonta a 13,5 miliardi di euro, ed è messa a dsposizione per fasi successive come di seguito riportato:

Decisione Commissione UE 03/08/2021 (1,8 miliardi di euro)

  • 1,8 miliardi per finanziare il PON Imprese e Competitività Asse VI: di cui a) 1,3 miliardi di euro a favore della competitività del tessuto produttivo e b) 500 milioni di euro a favore di interventi, estesi a tutto il territorio nazionale, relativi all’efficienza energetica di edifici pubblici (circa 320 milioni) e di interventi relativi al solo Mezzogiorno, a favore della trasformazione intelligente delle reti elettriche (circa 180 milioni di euro).

Decisione Commissione UE 17/09/2021 (4,5 miliardi di euro)

  • 2,7 miliardi per finanziare lo sgravio contributivo del 30% alle piccole imprese del Sud (inclusi Abruzzo e Molise);
  • 1,0 miliardo per rifinanziare il Fondo Nuove Competenze;
  • 200 milioni per agevolare l’assunzione di giovani under 36 negli anni 2021 e 2022;
  • 37,5 milioni per agevolare l’assunzione di donne;
  • 500 milioni per rafforzare i centri per l’impiego e le politiche attive del lavoro;
  • 81,7 milioni per la gestione, monitoraggio e controllo dei nuovi programmi.

 

FONTI: 

Maggiori info sul sito Italia Domani https://italiadomani.gov.it/ 

I bandi a valere sul PNRR venfono pubblicati nell’apposita sezione della piattaforma Italia Domani https://italiadomani.gov.it/it/bandi-e-avvisi.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2Fjcr%3Atitle&sort=asc

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