ITALIA ECONOMIA SOCIALE

ITALIA ECONOMIA SOCIALE

Finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto per investimenti ad alto impatto sociale e culturale

1. Quadro di sintesi

Denominazione Italia Economia Sociale
Titolarità Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)
Soggetto gestore Invitalia S.p.A.
Dotazione finanziaria 223 milioni di euro complessivi: 200 milioni a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI) presso Cassa Depositi e Prestiti e 23 milioni a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS)
Ambito territoriale Intero territorio nazionale
Stato della misura Attiva – sportello aperto dal 7 novembre 2017 (attualmente vigente la disciplina di cui al D.D. 8 agosto 2022)
Programma di spesa Da 100.000 euro a 10.000.000 di euro
Forma dell’agevolazione Finanziamento agevolato allo 0,5% annuo abbinato a finanziamento bancario, con copertura complessiva fino all’80% delle spese ammissibili, cui si aggiunge un contributo a fondo perduto dal 5% al 20%
Regime di aiuto Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER)
Procedura di accesso Valutativa a sportello, in ordine cronologico di presentazione; istruttoria entro 30 giorni
Canale di presentazione PEC al MIMIT: es.imprese@pec.mimit.gov.it

 

2. Finalità della misura

Italia Economia Sociale è l’incentivo nazionale destinato alle imprese che svolgono attività di interesse generale e perseguono finalità di utilità sociale. La misura sostiene programmi di investimento ad alto impatto sociale e culturale, sostenibili sotto il profilo ambientale, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Gli obiettivi perseguiti dallo strumento sono i seguenti:

  • finanziare l’avvio, lo sviluppo e la crescita dimensionale e competitiva delle imprese sociali e delle imprese culturali e creative sull’intero territorio nazionale;
  • favorire la diffusione di una cultura imprenditoriale e di iniziative economico-solidali orientate all’inclusione sociale, produttiva e culturale dei cittadini, con particolare riguardo alle categorie deboli della popolazione;
  • accompagnare la transizione verso un’economia green e circolare, sostenendo dinamiche di open innovation e di cross-fertilization tra settori differenti e tra il mondo profit e quello non profit;
  • valorizzare il patrimonio e l’identità culturale e paesaggistico-ambientale dei sistemi territoriali.

3. Soggetti beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni i seguenti soggetti:

  • imprese sociali costituite in qualsiasi forma giuridica, iscritte nell’apposita sezione del Registro delle imprese;
  • cooperative sociali e relativi consorzi, di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 e successive modificazioni;
  • società cooperative aventi qualifica di ONLUS, nel rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 101, comma 2, e 102, comma 2, del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 e successive modificazioni;
  • imprese culturali e creative, costituite in forma di società di persone o di capitali, che operano o intendono operare nei settori economici elencati nell’Allegato 1 del decreto direttoriale MIMIT 8 agosto 2022.

Nota operativa. I programmi di investimento possono essere presentati anche in forma congiunta da più imprese beneficiarie, al fine di sostenere la creazione di reti e di collaborazioni interaziendali. La verifica preliminare del possesso dei requisiti soggettivi (iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese per le imprese sociali; codici ATECO ricompresi nell’Allegato 1 per le imprese culturali e creative) costituisce passaggio propedeutico indispensabile all’istruttoria.

4. Programmi e spese ammissibili

4.1 Programmi finanziabili

Sono finanziabili programmi di spesa, sia di start-up sia di sviluppo di impresa, di importo compreso tra 100.000 euro e 10 milioni di euro, che prevedano alternativamente o congiuntamente:

  • la realizzazione di investimenti produttivi;
  • l’incremento occupazionale di lavoratori con disabilità.

4.2 Spese di investimento

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese relative a:

  • suolo aziendale e relative sistemazioni, nel limite del 10% dell’investimento produttivo complessivamente agevolabile;
  • fabbricati, opere edili e murarie, comprese le ristrutturazioni;
  • macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate.

4.3 Spese accessorie (limite del 20%)

Nel limite del 20% delle spese di investimento sono altresì ammissibili, in quanto funzionali alla realizzazione del programma:

  • spese di funzionamento relative a materie prime, sussidiarie, materiali di consumo e merci, nonché servizi di carattere ordinario;
  • spese per la formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’impresa;
  • spese per consulenze specialistiche (studi di fattibilità economico-finanziaria, progettazione e direzione lavori, studi di valutazione di impatto ambientale, servizi resi da centri di trasferimento tecnologico, stazioni sperimentali, digital innovation hub e incubatori d’impresa);
  • oneri per le concessioni edilizie e per i collaudi di legge;
  • spese per l’ottenimento di certificazioni ambientali o di qualità.

5. Struttura delle agevolazioni

Lo strumento prevede un mix agevolativo articolato su due componenti.

5.1 Finanziamento agevolato abbinato a finanziamento bancario

Il finanziamento agevolato è concesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy a valere su risorse di Cassa Depositi e Prestiti, al tasso dello 0,5% annuo e con durata massima di 15 anni. Deve essere necessariamente abbinato a un finanziamento bancario erogato da una banca aderente alla convenzione. L’insieme dei due finanziamenti garantisce una copertura complessiva fino all’80% delle spese ammissibili, di cui il 70% rappresentato dalla quota agevolata e il restante 30% dalla quota bancaria.

5.2 Contributo a fondo perduto

Il contributo non rimborsabile è compreso tra il 5% e il 20% della spesa totale ammessa alle agevolazioni. Per gli investimenti produttivi la misura del contributo varia in funzione della dimensione dell’impresa e della localizzazione del programma agevolato; per i progetti che prevedono l’incremento occupazionale di lavoratori con disabilità il contributo è sempre pari al 20%.

5.3 Esemplificazione su un programma di spesa di 1.000.000 di euro

Componente Incidenza Importo (euro)
Copertura finanziaria complessiva 80,0% 800.000
di cui finanziamento agevolato MIMIT-CDP (0,5% – 15 anni) 70% della copertura 560.000
di cui finanziamento bancario 30% della copertura 240.000
Contributo a fondo perduto (ipotesi misura massima) 20,0% 200.000
Mezzi propri / apporto del beneficiario residuale da determinare

 

Avvertenza. L’esemplificazione ha finalità meramente illustrative. L’effettiva misura del contributo a fondo perduto e la conseguente composizione delle fonti devono essere determinate caso per caso, nel rispetto delle intensità massime di aiuto ammesse dal Regolamento (UE) n. 651/2014 e, per gli aiuti a finalità regionale, dei massimali previsti dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale vigente per il territorio interessato.

6. Presentazione della domanda

La domanda è presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata, all’indirizzo es.imprese@pec.mimit.gov.it, utilizzando la modulistica resa disponibile da Invitalia.

Prerequisito essenziale per la presentazione dell’istanza è la disponibilità di una delibera di finanziamento bancario, rilasciata da una banca ricompresa nell’elenco degli istituti accreditati, attestante la capacità economico-finanziaria dell’impresa; la delibera deve essere allegata alla domanda.

La procedura di valutazione è a sportello: le istanze sono esaminate in ordine cronologico di arrivo entro 30 giorni dalla data di presentazione.

6.1 Sequenza operativa consigliata

  • verifica dei requisiti soggettivi e dell’ammissibilità dell’attività economica;
  • definizione del programma di investimento e del relativo quadro economico, con distinzione tra spese di investimento e spese accessorie entro il limite del 20%;
  • redazione del piano economico-finanziario e del business plan a supporto dell’istruttoria bancaria;
  • acquisizione della delibera di finanziamento dalla banca accreditata;
  • compilazione della modulistica e trasmissione via PEC al MIMIT;
  • gestione dell’eventuale fase di soccorso istruttorio e successiva rendicontazione degli stati di avanzamento.

7. Riferimenti normativi

  • M. Ministro dello Sviluppo economico 11 giugno 2020 – decreto istitutivo, recante modifiche al D.M. 3 luglio 2015 (G.U.R.I. n. 179 del 17 luglio 2020);
  • Decreto interministeriale 19 luglio 2021 (MISE, di concerto con MEF e Ministero del Lavoro e delle politiche sociali), recante modifiche al D.I. 14 febbraio 2017 (G.U.R.I. n. 217 del 10 settembre 2021);
  • M. Ministro dello Sviluppo economico 28 gennaio 2022 – accesso al contributo, recante modifiche ai decreti ministeriali 3 luglio 2015 e 8 marzo 2017 (G.U.R.I. n. 65 del 18 marzo 2022);
  • Decreto direttoriale 8 agosto 2022 – termini e modalità di presentazione delle domande di agevolazione, comprensivo dell’Allegato 1 relativo ai settori delle imprese culturali e creative (G.U.R.I. n. 195 del 22 agosto 2022);
  • Regolamento (UE) n. 651/2014 (GBER) e successive modificazioni;
  • Legge 8 novembre 1991, n. 381 e D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 112 e n. 117, per la disciplina dei soggetti beneficiari.

8. Elementi di attenzione

  • La misura opera a sportello con risorse limitate: la tempestività nell’acquisizione della delibera bancaria costituisce il principale fattore critico di successo.
  • Il cumulo con altre agevolazioni deve essere verificato preventivamente, con particolare riguardo alle intensità massime consentite dal GBER e alle discipline di specifici programmi (fondi strutturali, PNRR, incentivi per le aree del sisma 2016).
  • L’avvio del programma di investimento deve rispettare il requisito dell’effetto di incentivazione: le spese sostenute anteriormente alla presentazione della domanda non sono, di regola, ammissibili.
  • Per le imprese culturali e creative è necessaria la puntuale riconducibilità del codice ATECO ai settori dell’Allegato 1 al decreto direttoriale 8 agosto 2022.
  • La sostenibilità del servizio del debito, considerata la contestuale presenza di quota agevolata e quota bancaria, deve essere verificata mediante analisi del DSCR sull’intero orizzonte di ammortamento.