Bando Filiera Moda MIMIT — Agevolazioni per la competitività e la sostenibilità delle PMI del tessile, abbigliamento, pelle e accessori

1. Premessa e quadro d’insieme

Il MIMIT ha stanziato € 100 milioni per gli investimenti produttivi delle PMI della filiera moda, con contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato fino al 75% delle spese. Alla data di aggiornamento le domande non sono ancora aperte: termini, modulistica, punteggi e soggetto gestore saranno fissati da un successivo decreto direttoriale.

La misura dà attuazione all’art. 3 della legge annuale per le PMI (L. 11 marzo 2026, n. 34). Le regole operative sono contenute nel D.M. 6 agosto 2026, registrato dalla Corte dei conti il 4 settembre 2026, pubblicato sul sito MIMIT il 10 settembre e annunciato nella GU n. 221 del 23 settembre 2026.

Scheda di sintesi

Voce Contenuto
Dotazione € 100 milioni (Fondo per la crescita sostenibile)
Riserve 25% alle micro e piccole imprese; 40% agli investimenti nel Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna)
Beneficiari PMI della filiera moda (ATECO dell’Allegato 1), singole o in piani congiunti da 3 a 6 imprese
Investimento da € 1 milione a € 20 milioni (piani congiunti: almeno € 200.000 per impresa)
Agevolazione contributo a fondo perduto secondo la Carta degli aiuti a finalità regionale + finanziamento agevolato fino al 20%; cumulo massimo 75%
Procedura valutativa a graduatoria
Stato al 20.10.2026 in attesa del decreto direttoriale di apertura dei termini

2. Beneficiari e requisiti

2.1 Soggetti ammessi

  • Micro, piccole e medie imprese (dimensione calcolata includendo le imprese collegate e associate).
  • Programmi presentati singolarmente, con spese ammissibili di almeno € 1 milione, oppure in forma congiunta da 3 a 6 PMI, con almeno € 200.000 per impresa.
  • Una sola domanda per soggetto.

2.2 Settori ammissibili (ATECO 2025, Allegato 1 al D.M.)

Comparto Codici
Tessile divisione 13; fibre sintetiche e artificiali 20.60.00
Abbigliamento divisione 14
Pelle e calzature divisione 15
Gioielleria, occhialeria, orologeria 32.12.10, 32.12.20, 32.13.00, 32.50.30, 32.50.40; 26.52.00 limitatamente a orologi, casse e componenti
Cosmetica e accessori 20.42.00; 32.99.20
Design e lavorazioni connesse 74.11.20 e ulteriori codici con limitazioni specifiche (es. 16.27.00, 18.12.00, 25.99.90, 32.99.10)

Sono esclusi il commercio all’ingrosso e al dettaglio (divisioni 46 e 47). L’attività di design di moda è ammessa solo se accompagnata da un investimento produttivo. Il D.M. non precisa se il codice debba essere primario o secondario: punto da verificare con il decreto direttoriale.

2.3 Requisiti amministrativi

  • Iscrizione al Registro delle imprese, stato attivo, assenza di liquidazione e di procedure concorsuali.
  • Impresa non in difficoltà ai sensi del Regolamento (UE) 651/2014 (GBER).
  • Regolarità contributiva (DURC).
  • Polizza assicurativa contro i rischi catastrofali (art. 1, c. 101, L. 213/2023).
  • Restituzione di eventuali agevolazioni revocate e assenza delle cause ostative previste dal decreto.

3. Programmi e spese ammissibili

Il piano deve contenere un programma produttivo realizzato in un’unità locale in Italia; al programma produttivo possono affiancarsi progetti complementari di innovazione, formazione e, per i piani maggiori, ricerca e sviluppo.

3.1 Programma produttivo

Sono ammesse la creazione di una nuova unità produttiva, l’ampliamento della capacità esistente, la diversificazione verso nuovi prodotti, la trasformazione del processo produttivo e l’acquisizione degli attivi di uno stabilimento.

Voce di spesa Limite
Suolo aziendale 10% del programma
Opere murarie e assimilate 40% del programma
Macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica
Immobilizzazioni immateriali ammesse nei limiti del decreto
Impianti da fonti rinnovabili per autoconsumo ammessi nei limiti del decreto
Consulenze connesse al programma 5% del programma

Il semplice rinnovo di macchinari è ammesso solo nei programmi fino a € 1 milione e in regime «de minimis».

3.2 Progetti complementari

Progetto Peso massimo sul piano Intensità massima
Innovazione di processo e organizzativa 40% 50% per le PMI
Formazione del personale (non obbligatoria per legge) 20% 70% piccole imprese; 60% medie
Ricerca industriale e sviluppo sperimentale solo con programma produttivo oltre € 5 milioni fino all’80%, secondo tipologia, dimensione e area

3.3 Avvio e realizzazione

  • Il programma deve essere avviato dopo la presentazione della domanda: ordini firmati, acconti o lavori iniziati prima rendono inammissibile l’intero programma.
  • Ultimazione entro 36 mesi dal provvedimento di concessione, con proroga motivata fino a 12 mesi.
  • Titoli abilitativi edilizi da conseguire entro 12 mesi.

4. Agevolazione

L’agevolazione combina un contributo a fondo perduto e, su richiesta, un finanziamento agevolato. Contributo e finanziamento insieme non possono superare il 75% delle spese ammissibili.

4.1 Contributo a fondo perduto sul programma produttivo

L’intensità segue i massimali del GBER e della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, in funzione della dimensione dell’impresa e della localizzazione dell’investimento. Valori massimi indicativi:

Localizzazione Piccola impresa Media impresa
Campania, Calabria, Sicilia, Puglia (esclusa prov. di Taranto) 60% 50%
Provincia di Taranto 70% 60%
Molise, Basilicata, Sardegna (esclusi 23 comuni del Sulcis Iglesiente) 50% 40%
Zone «c» (Abruzzo e comuni del Centro-Nord inclusi nella Carta) 30–35% (fino al 45% se confinanti con zone «a») 20–25% (fino al 35%)
Aree non assistite 20% 10%

Per le imprese marchigiane l’intensità dipende dall’eventuale inclusione del comune — e in alcuni casi della sezione censuaria — tra le zone «c» della Carta: la verifica va fatta puntualmente sull’indirizzo dell’unità produttiva.

In alternativa, per gli investimenti produttivi è utilizzabile il regime «de minimis» (Reg. UE 2023/2831), con intensità fino al 50% entro il plafond di € 300.000 nel triennio mobile.

4.2 Finanziamento agevolato (facoltativo)

  • Importo fino al 20% delle spese del piano.
  • Durata fino a 10 anni più 3 di preammortamento.
  • Tasso pari al 20% del tasso di riferimento UE; nessuna garanzia richiesta.

4.3 Erogazioni

  • Fino a tre stati di avanzamento, ciascuno non inferiore al 25% delle spese (salvo l’ultimo).
  • Anticipazione fino al 25% dell’agevolazione, dietro fideiussione o polizza.
  • Richiesta di saldo entro 60 giorni dall’ultimazione, previa verifica in loco.

4.4 Vincoli e trattamento fiscale

  • Mantenimento dei beni nella regione per almeno 3 anni; divieto di delocalizzazione fuori dallo SEE per 5 anni, a pena di revoca e sanzione.
  • Il contributo concorre al reddito ai fini IRES e IRAP; per i beni strumentali segue la vita utile del cespite.
  • Cumulo con iperammortamento, ZES unica e Nuova Sabatini solo entro le intensità massime: verificare il Registro Nazionale degli Aiuti.

5. Procedura, valutazione e tempistica

La procedura è valutativa a graduatoria, non a sportello: conta la qualità del piano, non l’ordine di arrivo. Le domande si presenteranno in via telematica sulla piattaforma del soggetto gestore, non ancora individuato.

5.1 Criteri di valutazione

  • Copertura finanziaria del programma.
  • Rapporto tra margine operativo lordo (EBITDA) e spese ammissibili.
  • Possesso di certificazioni etiche e di filiera.

Soglie minime e punteggi saranno fissati dal decreto direttoriale.

5.2 Premialità (maggiorazioni percentuali del punteggio)

Premialità Maggiorazione
Costo del personale superiore al 15% del fatturato (ultimo bilancio approvato) +10%
Rating di legalità +3%
Certificazione della parità di genere (UNI/PdR 125:2022) +3%
Prevalenza di semilavorati di origine italiana o UE +3%
Piano congiunto tra imprese di fasi diverse della filiera +3%

5.3 Tempistica

  • Apertura dei termini: da definire con decreto direttoriale.
  • Graduatoria entro 30 giorni dalla chiusura dei termini; istruttoria di ciascuna domanda entro 90 giorni dalla pubblicazione.
  • Il GBER scade il 31 dicembre 2026: le intensità applicabili alle concessioni successive potrebbero risentire del nuovo quadro europeo.

5.4 Documentazione da predisporre

  • Piano di investimento con preventivi analitici e cronoprogramma.
  • Bilanci approvati e dati per il calcolo dell’EBITDA e del costo del personale.
  • Visura camerale, DURC, polizza catastrofale, eventuali certificazioni (legalità, parità di genere, filiera).
  • Titolo di disponibilità dell’immobile e verifica dei titoli edilizi.
  • Dichiarazioni sulla dimensione d’impresa e sugli aiuti ricevuti.

6. Raccomandazioni operative

  • Non avviare l’investimento. Nessun ordine, acconto o contratto vincolante prima della domanda: anche un solo ordine anticipato rende inammissibile l’intero programma.
  • Verificare subito ATECO e localizzazione. Il codice dell’unità produttiva e il comune (zona «c» o area non assistita) determinano l’ammissibilità e l’intensità del contributo.
  • Dimensionare il piano. Sotto € 1 milione occorre il piano congiunto con almeno altre due PMI; è opportuno individuare per tempo i partner di filiera, che danno anche diritto alla premialità del 3%.
  • Lavorare sulle premialità. Rating di legalità e certificazione della parità di genere richiedono mesi: conviene avviarli ora. Il costo del personale oltre il 15% del fatturato vale da solo una maggiorazione del 10%.
  • Sostenibilità finanziaria. Copertura finanziaria ed EBITDA sono criteri di valutazione: predisporre fin d’ora il piano finanziario e il raccordo con la banca per la quota non agevolata.
  • Polizza catastrofale e DURC. Requisiti di accesso da verificare prima della domanda.
  • Cumulo e de minimis. Verificare sul Registro Nazionale degli Aiuti il plafond residuo e le agevolazioni già ottenute sugli stessi beni (iperammortamento, ZES, Nuova Sabatini).
  • Monitorare il decreto direttoriale. FIDEAS segue la pubblicazione e aggiornerà questa scheda con date, piattaforma e punteggi.

7. Riferimenti e canali ufficiali

Ente / atto Riferimento
Norma istitutiva L. 11 marzo 2026, n. 34 (legge annuale PMI), art. 3
Decreto attuativo D.M. MIMIT 6 agosto 2026 e Allegato 1 (codici ATECO); avviso in GU n. 221 del 23 settembre 2026
MIMIT — comunicato Moda: 100 mln per il rilancio e lo sviluppo della filiera
MIMIT — incentivi www.mimit.gov.it — sezione «Incentivi»
Decreto direttoriale di apertura non ancora pubblicato al 20 ottobre 2026

Nota. La presente scheda ha finalità meramente informativa e non sostituisce la lettura integrale del D.M. 6 agosto 2026 e dei successivi provvedimenti attuativi. Le intensità indicate sono massimali teorici: l’agevolazione effettiva dipende dalla localizzazione, dalla dimensione d’impresa, dalla tipologia di spesa e dall’esito della graduatoria.

FIDEAS S.r.l. — Borgo Cappuccini 3, 63073 Offida (AP) — tel. +39 0736 880843 — fideas@fideas.it

Per la verifica di ammissibilità e l’impostazione del piano di investimento in vista dell’apertura dei termini, contattateci.